Consegne rapide con corriere espresso
La Lombardia è una terra che sorprende chi la percorre in bici. Sotto la superficie di una regione industriale e trafficata si nasconde una rete di ciclovie, alzaie, strade bianche e argini che collegano laghi, fiumi e campagne in modo silenzioso e spettacolare.
Da Palazzolo sull'Oglio, dove ha sede la nostra officina, usciamo ogni settimana su questi percorsi: li conosciamo in ogni stagione, in ogni condizione di fondo e con qualsiasi tipo di bicicletta.
Questa guida raccoglie i percorsi che consigliamo per il 2026 a chi vuole godersi la Lombardia in sella a una gravel o a una bici da cicloturismo, lontano dal traffico e dalle strade principali.
Ogni percorso ha le sue caratteristiche: tipo di fondo, lunghezza, difficoltà e attrezzatura consigliata. Nei prossimi mesi pubblicheremo un articolo dedicato a ciascun itinerario, con punti di interesse, consigli pratici e le stazioni ferroviarie più utili per raggiungerlo in treno con la bici.
Il Naviglio Grande è uno dei percorsi più iconici della Lombardia in bici. Il tratto sterrato dell'alzaia, che corre parallelo al canale da Abbiategrasso fino a Turbigo, è puro gravel: fondo compatto e regolare, vegetazione fitta sui lati, nessun incrocio con il traffico per lunghi tratti.
Da Milano il percorso può partire già dalla Darsena e svilupparsi per oltre 50 km verso ovest.
È il percorso ideale per chi si avvicina al cicloturismo per la prima volta: difficoltà bassa, punti di sosta frequenti, possibilità di accorciare o allungare il tracciato in base al tempo a disposizione.
Con una gravel con pneumatici da 35-40 mm è percorribile in ogni stagione, con attenzione nei periodi di pioggia intensa quando l'alzaia può diventare fangosa.
Distanza: 50-60 km, da Milano a Turbigo
Fondo: misto asfalto/sterrato
Difficoltà: bassa
Stazioni di riferimento: Abbiategrasso, Turbigo, linea Milano-Novara

Il Naviglio Grande è uno dei percorsi più accessibili per iniziare a pedalare gravel in Lombardia.
Il Naviglio Pavese corre da Milano verso Pavia lungo 33 km di canale storico, affiancato da un'alzaia percorribile in bici per gran parte del tracciato.
Il paesaggio cambia progressivamente: dai quartieri periferici milanesi si apre sulle campagne pavesi, con cascine storiche, risaie e filari di pioppi. Il tratto finale verso Pavia è tra i più suggestivi, con la città che si avvicina lentamente oltre i campi.
Naviglio Grande e Naviglio Pavese possono essere combinati in un itinerario ad anello di due giorni che tocca Milano, Abbiategrasso, Pavia e risale verso Turbigo.
Per chi viene da fuori città il treno è la soluzione più comoda: si parte in treno fino a Pavia, si pedala l'alzaia verso nord e si rientra da Milano.
Distanza: 33 km, Milano-Pavia
Fondo: prevalentemente sterrato/alzaia
Difficoltà: bassa
Stazione di riferimento: Pavia, linea Milano-Pavia
La Ciclovia AIDA, Acque Interne Dolci d'Autore, è uno degli itinerari cicloturistici più ambiziosi della Lombardia.
Il percorso attraversa la regione toccando fiumi, laghi, canali e zone umide di grande valore naturalistico, con tratti gravel significativi che richiedono una bici adeguata e un'attrezzatura pensata per più giorni di autonomia.
Per chi viene dall'esperienza dei Navigli e vuole fare un salto di qualità nel cicloturismo, la AIDA è il passo naturale successivo. I tratti sterrati lungo fiumi come l'Oglio, il Mincio e il Ticino mettono alla prova la bici in modo diverso rispetto alle alzaie canoniche: fondi più variabili e assenza di servizi per lunghi tratti.
È qui che la scelta dell'attrezzatura, illuminazione inclusa, fa davvero la differenza.
Tratti lombardi: variabili in base al segmento
Fondo: misto, con sezioni gravel impegnative
Difficoltà: media-alta
Bici consigliata: gravel attrezzata per bikepacking
Il percorso lungo l'Adda, nel tratto del Parco Adda Nord tra Lecco e Trezzo sull'Adda, è una delle esperienze gravel più genuine della Lombardia.
Il fiume scorre incassato tra la vegetazione, i sentieri sono sterrati e poco antropizzati, i panorami si aprono su meandri e cascine abbandonate. È un percorso che richiede una certa dimestichezza con fondi irregolari.
Il tratto tra Paderno d'Adda e Trezzo è particolarmente suggestivo, con il Ponte di Paderno che fa da quinta scenografica.
Chi vuole prolungare il percorso verso sud può continuare lungo le sponde fino alla Muzza e al territorio lodigiano, dove il paesaggio si apre e il fondo diventa più regolare.
Distanza: 40-70 km in base al tratto
Fondo: sterrato, con tratti tecnici
Difficoltà: media
Stazioni di riferimento: Trezzo sull'Adda, Paderno d'Adda, linea Milano-Lecco
Il Canale Vacchelli è il percorso meno conosciuto di questa selezione, e forse proprio per questo il più interessante.
La strada bianca che corre parallela al canale irriguo nel Cremonese è quasi sempre deserta, con fondi sterrati compatti e un silenzio interrotto solo dal vento tra i pioppi.
Non ci sono bar ogni dieci chilometri, non ci sono pannelli esplicativi, non ci sono turisti.
È il percorso che consigliamo ai cicloturisti esperti che cercano un'esperienza autentica lontana dai circuiti più battuti. La pianura padana in questa zona ha una sua bellezza austera, che si apprezza lentamente, chilometro dopo chilometro.
Portate cibo e acqua a sufficienza e godetevi il privilegio di pedalare su strade che quasi nessuno conosce.
Distanza: variabile
Fondo: sterrato compatto
Difficoltà: bassa-media, con attenzione all'autonomia
Stazione di riferimento: Cremona, linea Milano-Cremona
La Via Francigena è molto più di un percorso ciclistico: è uno degli itinerari storici più affascinanti d'Europa, tracciato nell'anno 990 dall'arcivescovo Sigerico, che percorse a piedi la strada da Canterbury a Roma.
In bici, i tratti lombardi, in particolare tra Pavia e il confine piemontese, offrono sezioni gravel di grande qualità su fondi sterrati, strade di campagna e sentieri tra vigneti e risaie.
Francesco Mognetti conosce questi percorsi da cicloturista e randonneur: chi ha pedalato la Parigi-Brest-Parigi o la London-Edinburgh-London sa cosa significa prepararsi per affrontare centinaia di chilometri in autonomia.
Per la Via Francigena in bici il consiglio è lo stesso che diamo per i grandi brevetti: non sottovalutare la preparazione della bicicletta, e in particolare l'autonomia energetica per le uscite che si prolungano oltre il tramonto.
Tratti lombardi principali: Pavia-Robbio-Vercelli
Fondo: misto, con tratti gravel
Difficoltà: media
Stazioni di riferimento: Pavia, Robbio, linee Trenitalia
A pochi chilometri da Somma Lombardo, la Diga del Panperduto e lo sbarramento sul Ticino offrono uno scenario inaspettato per chi arriva dalla pianura.
Il Canale Villoresi, che da qui porta l'acqua verso est attraverso tutta la provincia di Milano, è affiancato per lunghi tratti da una strada bianca percorribile in bici con ottimi fondi.
Il percorso si presta a un'uscita di mezza giornata o a un'intera giornata se si collegano il Ticino, il Villoresi e il Parco del Ticino in un anello.
I fondi sono generalmente buoni anche dopo la pioggia, il traffico è assente e i panorami sulla diga ripagano ampiamente il viaggio.
Distanza: 30-60 km in base all'anello
Fondo: sterrato, buona percorribilità
Difficoltà: bassa
Stazioni di riferimento: Somma Lombardo, Gallarate, linea Milano-Varese

Per i tour di più giorni, borse leggere e una bici ben preparata fanno la differenza.
Pedalare su alzaie e strade bianche richiede scelte tecniche diverse rispetto alla bici da strada. Ecco i punti che valutiamo sempre prima di consigliare un allestimento per il cicloturismo su fondi misti.
Per i percorsi di questa guida la larghezza ideale va dai 35 ai 42 mm, con un disegno che garantisca aderenza sullo sterrato senza penalizzare troppo sull'asfalto.
Tubeless consigliato, oppure camera d'aria di scorta sempre con sé.
Per le uscite che toccano le ore serali o per i viaggi di più giorni, il sistema a dinamo è la soluzione più affidabile.
Non dipende dalla carica delle batterie, funziona sempre e può alimentare anche GPS e dispositivi di navigazione tramite caricatore USB.
I sistemi SON che distribuiamo in Italia nascono esattamente per questo tipo di utilizzo: gravel, cicloturismo, randonneé, viaggi lunghi e bikepacking.
Per una giornata bastano una borsa da manubrio e una da telaio. Per i weekend o i tour di più giorni, il sistema bikepacking completo permette di portare tutto il necessario senza penalizzare troppo il comportamento della bici.
Una traccia GPX caricata su ciclocomputer è sufficiente per tutti i percorsi di questa guida. La cosa importante è partire con una traccia aggiornata e verificata, soprattutto quando si pedala su sterrati, argini e tratti lontani dai centri abitati.
Catena pulita e lubrificata, freni verificati, pneumatici in buono stato e una camera d'aria di scorta sono il minimo indispensabile per affrontare percorsi lontani dai punti di assistenza.
Invece di allegare un'unica traccia GPX, che potrebbe risultare obsoleta o non adatta al tuo punto di partenza, consigliamo di utilizzare piattaforme dove si trovano versioni aggiornate del percorso, caricate e verificate dalla community ciclistica.
Ogni piattaforma ha le sue caratteristiche: scegli quella più adatta al tuo modo di pianificare.
Komoot è una delle piattaforme più curate per il cicloturismo e il gravel. Puoi impostare il tuo punto di partenza esatto e il sistema genera un itinerario ottimizzato per la tipologia di bici scelta.
Cerca termini come "Naviglio Grande gravel", "ciclabile Adda" o "Via Francigena Lombardia bici", filtrando per attività gravel o cicloturismo.
Wikiloc ha un archivio molto ampio di tracce caricate da utenti locali, spesso ciclisti che conoscono bene il territorio.
È particolarmente utile per percorsi come il Canale Vacchelli o la Ciclovia AIDA, dove possono esistere varianti alternative interessanti.
OpenRunner è molto usata nel mondo del cicloturismo di lunga distanza e ha una buona copertura anche sul nord Italia, in particolare sui percorsi che toccano la Via Francigena e la Ciclovia AIDA.
È una piattaforma apprezzata da chi pianifica tour di più giorni, grazie alla possibilità di costruire itinerari a tappe con calcolo di dislivello e distanze.
Consiglio pratico: prima di partire, verifica sempre la data di caricamento della traccia e leggi i commenti degli ultimi utenti che l'hanno percorsa. Se trovi segnalazioni di tratti chiusi o variazioni, cerca una versione più aggiornata oppure contattaci: spesso conosciamo il percorso di persona e possiamo darti indicazioni dirette.
Uno dei vantaggi principali delle ciclovie lombarde è che molti punti di accesso sono raggiungibili in treno con la bici al seguito.
Questo apre possibilità interessanti: puoi partire da casa tua in bici, salire sul treno per raggiungere il punto di inizio del percorso, pedalare l'itinerario e tornare in treno da un punto diverso.
Nessun problema di logistica con l'auto, nessun ritorno obbligato sul percorso già fatto.
Sui treni regionali Trenitalia è possibile trasportare la bici secondo le condizioni previste dal servizio regionale. Le tariffe e la disponibilità possono cambiare: prima di partire è sempre meglio verificare sul sito o sull'app ufficiale, filtrando quando possibile i treni che ammettono bici.
I treni più utili per i percorsi di questa serie partono da Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi, Brescia, Bergamo e Cremona verso le stazioni più vicine ai punti di accesso delle ciclovie.
Trenord gestisce gran parte dei treni regionali in Lombardia. Sul sito e sull'app puoi verificare quali treni accettano bici e pianificare meglio l'orario di partenza.
Nei giorni feriali e nelle ore di punta il trasporto bici può essere limitato: per questo consigliamo di programmare le partenze nei weekend o in fasce orarie meno affollate.
Per i percorsi di questa guida le linee più utili sono la Milano-Varese per Panperduto, la Milano-Pavia per il Naviglio Pavese, la Milano-Cremona per il Cremonese e la Milano-Lecco per l'Adda.
La combinazione bici + treno permette di progettare itinerari lineari invece dei classici anelli: parti in treno dalla tua città, pedali il percorso in una direzione e torni in treno dalla stazione di arrivo.
Per esempio puoi prendere il treno fino ad Abbiategrasso, pedalare l'alzaia del Naviglio Grande fino a Turbigo e tornare in treno da Turbigo a Milano. Oppure raggiungere Trezzo sull'Adda, pedalare verso sud lungo il fiume e prendere il treno di ritorno da Lodi.
Nei singoli articoli dedicati a ciascun percorso indicheremo le stazioni di riferimento e le combinazioni treno più utili.
Nota per chi viaggia con borse bikepacking: verifica sempre le dimensioni del vano bici del treno. Sui treni più vecchi lo spazio è limitato e una bici con borse voluminose può risultare difficile da sistemare. Quando possibile, sgancia le borse e portale in cabina separatamente.
Nei prossimi mesi pubblicheremo un articolo dedicato a ciascuno dei percorsi presentati in questa guida.
Per ogni itinerario troverete le indicazioni per raggiungere il punto di partenza in treno o in auto, i consigli su dove fermarsi, le note tecniche sul fondo e sull'attrezzatura più adatta, e le foto scattate direttamente durante le nostre uscite.
Tra i percorsi più accessibili ci sono il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese. Hanno fondi generalmente scorrevoli, poche difficoltà tecniche e molti punti di accesso tramite treno.
Una gravel o una bici da cicloturismo con pneumatici da 35 a 42 mm è ideale per affrontare alzaie, sterrati compatti e strade bianche. Per i tour di più giorni è utile un allestimento bikepacking.
Sì, è consigliabile caricare una traccia GPX aggiornata su ciclocomputer o smartphone. Piattaforme come Komoot, Wikiloc e OpenRunner permettono di trovare varianti aggiornate e adatte al proprio punto di partenza.
Molti percorsi lombardi sono raggiungibili in treno con la bici al seguito. Prima di partire è sempre meglio controllare disponibilità, orari e regole aggiornate sui siti o sulle app ufficiali di Trenitalia e Trenord.
Sì. Per uscite lunghe, viaggi di più giorni o percorsi che possono prolungarsi oltre il tramonto, un sistema a dinamo è una soluzione affidabile perché alimenta luci e dispositivi senza dipendere solo dalle batterie.
In officina prepariamo biciclette gravel e da cicloturismo per percorsi esattamente come quelli di questa guida.
Assembliamo ruote con mozzi dinamo SON, installiamo sistemi di illuminazione Edelux II e B&M, selezioniamo le borse bikepacking più adatte alle tue esigenze e configuriamo la bici per garantirti la massima autonomia e affidabilità, anche lontano dai centri abitati.
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raccontaci il percorso che vuoi affrontare e ti diremo come preparare la tua bici.
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